My Own Workout

sabato 20 agosto 2016

Diversificare l'allenamento: il remoergometro - canottaggio indoor

(Se avete abbastanza spazio a casa, non posso che consigliarvi il remoergometro ad aria V-Fit Tornado, il modello in foto che utilizzo io. Richiudibile, l'attrezzo ha una resistenza fissa e progressiva, in pratica più spingete e più faticate! Ottimo rapporto qualità prezzo)



Ciao a tutti!

Oggi vi parlo di una macchina da palestra o attrezzo da casa che dir si voglia, utilissimo nelle sedute di allenamento differenziate e per recuperare dopo sessioni impegnative. La mia tabella di allenamento settimanale tipo prevede 5 sessioni: 3 uscite di corsa che in breve implicano fondo lento, cambi di ritmo e medio più 2 di MultiSport, in questa stagione normalmente costituite da Mountain Bike, Nordic Ski Walking, Salto con la corda e, appunto, Remoergometro, più comunemente chiamato vogatore.

Vista così la mia "tabella" può ricordare parecchio il metodo FIRST messo a punto dal runner Bill Pierce e dal triatleta Scott Murr, ma in realtà non ho mai preso veramente spunto da questo "protocollo" anche se posso assicurarvi al 100% che alternare la corsa con altri sport aerobici, permette di salvaguardare le articolazioni, non infortunarsi, mantenere il motore aerobico allenato e soprattutto tenere lontana la monotonia.

Il remoergometro vi da la possibilità di allenare quasi tutti i distretti muscolari ma senza impatto sulle articolazioni, con il valore aggiunto di un intenso lavoro aerobico. Inserite almeno due volte alla settimana allenamenti diversificati e i vostri tempi di recupero dopo sedute impegnative di corsa caleranno drasticamente e vi sentirete più freschi, anche migliorando il vostro stato di forma.

Le sedute di MultiSport non vanno però viste solo come uscite di scarico da affrontare in maniera blanda, anzi, bisogna cercare di impegnarsi nel mantenere un'intensità comunque allenante, e per fare ciò è essenziale sapersi ascoltare. Per quanto mi riguarda, queste sedute non sono mai inferiori ai 30' e cerco di eseguirle sempre a ritmo svelto come richiamo della base aerobica.

Provate!

AMAZON PRIME


(Fonte Foto: Web)

venerdì 19 agosto 2016

L'alternativa alle prove ripetute

(Ebbi modo di incontrare il tecnico Fulvio Massini in occasione della Maratona di New York 2009, durante l'interessantissimo meeting tenuto il giorno prima della gara sulla preparazione/visualizzazione mentale. Un coach davvero molto preparato, che da anni aiuta podisti di ogni genere con i suoi programmi di allenamento.)


Di Fuvio Massini. Articolo tratto da www.mariomoretti.it

"Ormai sono tanti gli anni che mi occupo di allenamento dei podisti amatori. I primi anni, mi riferisco alla fine degli anni 70' ed all'inizio degli anni '80 i podisti che vedevo erano tutti "assatanati" di risultati. A loro non interessava correre, ma bensì, correre forte. Nella tesi che presentai per diplomarmi all'ISEF di Firenze nel 1977 individuavo il "fartlek" come l'allenamento cardine sul quale impostare i programmi di allenamento dei podisti amatori. Le prove ripetute di vario tipo o il fartlek che posso definire, molto semplicemente, come una serie di ripetute eseguite in ambiente naturale durante le quali si recupera correndo, erano quindi l'allenamento base sul quale impostavo poi le preparazioni per le varie distanze dalle 10 km alla maratona ed anche oltre. Gli anni passano, i podisti cambiano, ma soprattutto cambia il modo di vivere la corsa, il podismo. Particolarmente negli ultimissimi anni, stiamo vivendo un rinnovamento o meglio un innesto di nuovi podisti nel nostro mondo. In particolare oggi oltre agli ultratrentenni ed ultraquarantenni si avvicinano al nostro mondo anche signori non più nel fiore dell'età e donne, tante donne.

Quanto sto per scrivere, sono sicuro, costituirà argomento di discussione durante gli allenamenti o negli spogliatoi. Posso affermare con la certezza che mi deriva, come sempre dall'esperienza che " si può correre e ci si può migliorare anche senza eseguire le prove ripetute". Attenzione non sto rinnegando ciò che ho detto e scritto in questi ultimi 25 anni, sto semplicemente per illustrarvi un ulteriore modo di vivere la corsa.

Moltissimi colleghi anche di oltreoceano affermano esattamente il contrario di quanto sto per scrivere. Sono fermamente convinto e non è da ora che lo asserisco che l'allenamento deve essere individualizzato. Ebbene in quest'ottica, prima ancora che "tutti" si mettessero a pubblicare programmi di allenamento su internet, ho visto che ci sono delle categorie di persone che possono correre le gare su strada, la maratona e le ultramaratone senza per forza doversi sottoporre una o due volte alla settimana ed eseguire allenamenti di prove ripetute. Prima di addentrarci nell'argomento credo sia opportuno analizzare cosa sono ed a cosa servono le prove ripetute.

Cosa sono? Le prove ripetute si distinguono in brevi, medie e lunghe in relazione alla distanza. In genere per prove ripetute brevi si intendono quelle di distanza variabile dai 200 agli 800 metri. Per ripetute medie quelle dai 1000 ai 3000 metri e lunghe quelle oltre i 3000 metri che possono arrivare anche fino ai 10.000 metri. Tale classificazione può variare a seconda degli autori. Vi presento quella che preferisco. La velocità di percorrenza dipende oltre che dal livello dell'atleta anche dal tipo di adattamento che andiamo a ricercare, e dalla distanza per la quale è impostato l'allenamento. Il chilometraggio totale dipende dal tipo di ripetuta, dalla velocità di percorrenza della stessa e dal tipo di gara che si sta preparando. Fra ogni prova, inoltre, viene eseguito il cosiddetto recupero che può essere eseguito : stando fermi, di passo o correndo a velocità più o meno elevata.

Per determinare la velocità di percorrenza delle prove ripetute è necessario avere un punto di riferimento che può essere: la media al km ottenuta in una gara, la media chilometrica ottenuta in una gara o test sui 14 km o la velocità di soglia anaerobica ottenuta con il test Conconi. Facciamo un esempio un po' paradossale ma necessario per essere chiari. Un maratoneta che esegue le prove ripetute alle media chilometrica ottenuta in gara di 3000 metri esegue un tipo di allenamento che non serve per allenare la maratona almeno nel periodo specifico. Ancora oggi tanta gente mi domanda come deve essere eseguito il recupero. Il corridore su strada deve recuperare fra ogni prova ripetuta correndo . Più lunga è la distanza di gara, più bassa deve essere la velocità di percorrenza della prova ripetuta, più alta quella di percorrenza del recupero. Personalmente ritengo più utile recuperare un minuto in più , ma correndo a velocità del medio o del lungo che non un minuto in meno correndo a velocità molto più vicina ad una speed-walking.

A cosa servono? Nel corridore su strada, nel maratoneta servono a migliorare la potenza aerobica ovvero a consentire di utilizzare più ossigeno possibile correndo ad una velocità più alta possibile. In sintesi servono a fare andare più forte. Eseguendo le prove ripetute si costringe l'organismo a produrre discrete quantità di lattato che sarà poi metabolizzato durante il recupero. Ecco allora la spiegazione di quanto sopra. Il maratoneta, per andare più forte dovrà abituarsi a correre producendo una relativamente bassa quantità di lattato che sarà metabolizzato correndo per diverso tempo a velocità sostenuta. Il corridore su strada , viceversa, dovrà invece correre la ripetuta più forte e recuperare correndo più piano in modo da abituarsi alla presenza di lattato nelle gambe. Queste in parole semplici sono le prove ripetute. Vediamo ora il perché e come il podista potrà allenarsi anche senza le prove ripetute. Prima ancora chi sono coloro che potranno correre senza ripetute ed ottenere ugualmente risultati soddisfacenti: i principianti, i non più giovanissimi, chi tende sistematicamente ad infortunarsi, i troppo stressati dalla vita di tutti i giorni, gli ansiosi.


 Moltissimi amici podisti iniziano un paio di giorni prima a pensare al momento in cui dovranno correre le prove ripetute con il risultato che arrivano all'inizio della prima prova già stanchi, non fisicamente, ma mentalmente e quindi non nelle condizioni ideali per poter affrontare questo tipo di allenamento. A tutti o quasi capita di dover essere messi sotto pressione dalla vita di tutti i giorni. Credo, sempre confortato dai risultati dell'esperienza, che quando il livello di stress è elevato un tipo di allenamento intenso come quello delle prove ripetute contribuisca a peggiorare la situazione anche se apparentemente al termine dell'allenamento sembra che tutto sia perfettamente ok. Basta attendere però un po' di tempo per aspettarsi un calo di "tensione" con relativa mega stanchezza.


Dopo un infortunio o la sosta forzata c'è subito la corsa a riprendere la "corsa" con relative prove ripetute con il frequente risultato di trovarsi nuovamente infortunati. La pazienza è virtù dei forti. Quando si è costretti a dover sospendere per periodi più lunghi di una settimana, determinate caratteristiche vengono meno quindi prima di ritornare a correre al 100% può essere necessario un po' di tempo. Inoltre qualcuno ha dei tipi di infortuni che si ripresentano appena l'allenamento supera certi livelli di intensità. In questi casi appare abbastanza chiaro che è inutile andare a cercare di farsi male. Correre fa bene a tutte le età purchè con certi accorgimenti. Uno di questi è evitare lavori intensi quando gli anni non sono più verdissimi. Inutile sottoporre l'organismo ad stress violenti per i quali è ogni anno sempre meno predisposto. Correre è bellissimo anche senza doversi stressare con le ripetute.

Chi comincia a correre dovrebbe stare un anno a correre e basta. Ciò consente di creare quegli adattamenti sia a livello cardiocircolatorio, metabolico e muscolare e tendineo necessari per prevenire gli infortuni. Diversi fra i podisti che ho seguito hanno corso anche la maratona senza eseguire una prova ripetuta. Non hanno però nemmeno corso sempre allo stesso ritmo. Allora, mi direte voi, come "cavolo" si sono allenati ?

Usando il lungo, il lunghissimo, il medio, il progressivo ed i percorsi collinari. In particolare molto importante ed utile si è rivelato essere il progressivo. E' bastato indicare ai podisti di finire gli allenamenti anche non tutti correndo per 5-10-20 minuti alla velocità di una gara di 10-14 km per vedere dei considerevoli miglioramenti. Ottimi risultati sono stati ottenuti anche con gli allenamenti eseguiti su percorso collinare, eccellente allenamento anche a livello muscolare oltre che organico. Il controllo della velocità può essere eseguito o con il cardiofrequenzimetro, strumento ormai usatissimo, o con la misurazione dei percorsi e con la respirazione. Correndo su un percorso collinare quando le pulsazioni al minuto oscillano di 10-20 battiti a seconda del tipo di terreno equivale ad eseguire delle prove ripetute. Finire un allenamento in progressione, con la respirazione impegnata consente di ottenere lo stesso effetto di una o due prove ripetute. Il percorso misurato bene si presta per correre il medio dove è più necessario che durante gli altri tipi di allenamento avere dei punti di riferimento. Correre deve essere divertimento, gioia, se le ripetute devono essere un sacrificio vi ho indicato l'alternativa. Ricordatevi che correre deve servire per stare bene, questo è il primo risultato da ricercare, poi ben vengano anche quelli cronometrici. Si può correre anche solo con l'orologio invece che con il cronometro. Divertitevi".

Per quanto riguarda il sottoscritto, utilizzo una tipologia di allenamento per la qualità che è un esatto ibrido tra fartlek e ripetute, con variazioni misurate esattamente in distanze da percorrere (come nelle ripetute) oppure in tempi ben definiti dal cronometro (come nel fartlek), in ogni caso mai a sensazione. Questo tipo di allenamento può essere definito come "ripetute dinamiche" nel senso che non c'è mai una fase di recupero camminando, ma si continua a procedere in corsa lenta. Personalmente, così facendo mi diverto molto di più e l'allenamento non è mai monotono.

Voi cosa ne pensate? Siete dei patiti delle ripetute o utilizzate metodi alternativi per fare qualità?
Scrivete!


mercoledì 17 agosto 2016

Giro Del Morto - marcia/corsa

(L'arrivo alla Gelsi 2015 in tecnica Ski Bounding, molti sul percorso strabuzzarono gli occhi XD)


Eccomi a registrare la strepitosa uscita che io e il Viper abbiamo fatto stamattina.
Puntuali come due orologi svizzeri, alle 8:56 eravamo già in marcia; il giorno prima c'eravamo detti: "partenza non più tardi delle 9:00"... perfetto! Il tracciato di allenamento è stato quello del famoso e sempre allenante GDM di Valmadonna e l'abbiamo affrontato in "tecnica combinata" marcia Ski Walking/Ski Bounding/Corsa per il sottoscritto e Nordic Walking/Corsa per il Viper.

Obiettivo della seduta era quello di effettuare un fartlek lungo, parecchio alternativo, allenante, divertente e dalla semplicissima attuazione: nelle fasi di falsopiano e discesa abbiamo utilizzato una marcia molto svelta con poderose spinte di braccia, mentre su tutti gli strappi in salita i balzi in tecnica Ski Bounding e Corsa. Le variazioni di intensità sono state notevoli con però l'innegabile vantaggio che i combinati di questo tipo permettono alle articolazioni di riposare un pò pur mantenendo elevati gli stimoli allenanti, in un vero e proprio saliscendi.

1h:42' di esercizio, come segna il mio vecchio e fidato cronometro Casio, che sono davvero volati. Allenamento sicuramente da ripetere al più presto.

Oggi, mentre pranzavo, a sorpresa sono arrivate le nuove Nike Wild Trail che potete vedere in foto, ordinate pochi giorni fa; Ci farò qualche uscita di rodaggio e presto scriverò un post/recensione dedicato a questa buonissima scarpa da cross/trail che già utilizzo nella precedente versione.

A presto!




















lunedì 15 agosto 2016

Corri a Connio 2016

(Tempo di ricordarsi di un principio fondamentale: il recupero fa parte dell'allenamento)



Ciao a tutti!

Ecco il resoconto di ciò che è stata la gara a Connio di Carrega Ligure ieri mattina. Sveglia alle 6 in quanto la località montana dista quasi 70 km da Alessandria e per arrivarci ce la prendiamo davvero comoda; viaggio lineare fino ad Arquata, dopodiché l'ascesa è costante e regolare per raggiungere i 950 mt slm di questa frazione al confine tra Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna.
Siamo sul posto con quasi due ore di anticipo dalla partenza fissata per le 10:15, a darci il benvenuto il solo Vincenzo La Camera già in fase di presidio; intorno a noi la pace totale e 13 C° di temperatura che non possono che farmi felice; Il panorama è davvero stupendo.

Qualche dubbio sul tipo di scarpe da indossare, ovvero normali da strada o dentate da trail; su consiglio della Presidentessa Daniela Bertocchi decido di optare per le seconde, scelta azzeccata visto il tipo di fondo che ci avrebbe spettato di lì a breve. C'è tutto il tempo utile a fare esercizi di scioglimento muscolare come riscaldamento e corsetta lenta mentre nel frattempo sopraggiungono tutti gli altri atleti che evidentemente non se la sono sentita di farsi una "levataccia".

Alla fine non siamo tanti, nemmeno 60 partenti, ma questo credo sia dovuto al periodo di vacanza e al fatto che il punto di ritrovo non sia proprio dietro l'angolo; alle 10:15 partiamo, dinnanzi a noi non ci attende la "classica" gara collinare con saliscendi più o meno lunghi e impegnativi a cui molti di noi sono abituati, bensì un tracciato da 12km di corsa in montagna vera e propria, caratterizzato dall'85% di fondo erboso, 10% ghiaia e 5% asfalto. La fase diciamo di "collinare normale" va dal primo al quarto km dove si rimane circa a quota 950/960 mt slm, ed è proprio in questo frangente iniziale di gara che noi del primo gruppo sbagliamo strada con un dritto clamoroso al terzo km, da attribuire alla mancanza di qualsiasi tipo di segnalazione, che fosse una fettuccia appesa a un ramo o una freccia a terra.

Da davanti sento smadonnare e a ragion veduta, cerchiamo allora di tornare sui nostri passi nel più breve tempo possibile, ma per quanto mi riguarda non riesco ad essere abbastanza reattivo per riprendere concentrazione e ritmo, ritrovandomi, mio malgrado, intruppato nella "pancia" della corsa in fase di rientro. Dal terzo al quarto km cerco di recuperare le molte posizioni perse, ma questa decisione risulterà completamente errata e controproducente viste le caratteristiche del tracciato.
Ed è proprio dal quarto fino ad oltre il sesto km che dobbiamo affrontare la "fase verticale" che ci avrebbe portato da 950 a 1300 mt slm; qui mi si presenta il conto e pago il precedente sforzo per recuperare posizioni di cui sopra. Un'ascesa dura e lunga, da marciare, sempre costantemente sopra soglia e con un sole denso sulla testa.

Anche se il tutto è abbondantemente mitigato dalla bellezza della natura in cui siamo immersi e dal paesaggio, lo sforzo percepito è notevole. La seconda metà di gara è caratterizzata da discesa difficile da gestire, principalmente su fondo ghiaioso, diciamo fino al decimo km; un tratto che mi ritrovo a percorrere in completa solitudine, spariti quelli del gruppo davanti e nessuna traccia di potenziali inseguitori da tergo.
In questa fase di gara, essendomi ritrovato da solo e senza punti di riferimento, spesso mi è venuto da chiedermi se stessi seguendo la direzione giusta in quanto non c'era alcun tipo di fettuccia appesa... solo dopo aver notato alcune frecce gialle disegnate su pietroni (e scarsamente visibili a dire la verità) mi sono messo il cuore in pace. 

Gli ultimi due km di rientro a Connio sono principalmente su asfalto e di facile gestione, a questo punto il più è fatto e bisogna solo cercare di rilassare le gambe fino alla conclusione. Gara che termino in 1h:14' di cui non sono soddisfatto del modo in cui l'ho interpretata, visti gli allenamenti mirati a quel tipo di tracciato che sto facendo ultimamente. Alla fine è stato solo un ottimo allenamento, ma in gara bisogna fare molto meglio!
A questo punto della stagione necessito di maggior riposo ed è da questo presupposto che si baseranno le prossime due settimane.

In conclusione è stata una bella gara ben oltre il livello tecnico "standard" richiesto dalle nostre corse; nulla da dire sul percorso, ma alcuni dettagli organizzativi sono sicuramente migliorabili, tra cui in primis una miglior segnaletica del tracciato in gara con più fettucce e più frecce disegnate e visibili a terra e poi la presenza di più uomini nei punti maggiormente impegnativi di gara, dove sia le frecce che le fettucce si fatica a notarle. In mancanza di questi dettagli, la gara prende i connotati di Trail in autonomia/Orienteering.
Se ne parlava durante il ristoro finale al termine della gara: perché invece di utilizzare fettucce gialle che si confondono con foglie e vegetazione non si prendono in considerazione quelle bianche e rosse che contrastano bene e si vedono?

Per ora è tutto; difficilmente pubblicherò la galleria fotografica in tempi brevi, in quanto l'esperimento con un filtro colore che ho voluto testare, ha prodotto foto dalle dimensioni colossali che mi richiedono una laboriosa lavorazione. Comunque poco alla volte le metterò!

Per una panoramica generale sulla Corri a Connio, altri punti di vista e la classifica vi invito a visitare il blog di Fausto Bio Correndo 

A presto!


domenica 7 agosto 2016

6 a Costa - Costa d'Ovada AL

(Il finale in progressione di questo tracciato bellissimo!)


Ero davvero curioso di partecipare a questa gara in calendario, visto che ne avevo già sentito parlare molto bene per le precedenti edizioni ma non l'avevo mai corsa. Ieri pomeriggio partenza da Alessandria alle 18:15 di largo anticipo per prendercela con tutta tranquillità; in macchina la formazione da trasferta podistica classica, col sottoscritto, mio papà fotoreporter e il Viper, compagno di numerose spedizioni. Arriviamo in località Costa alle 18:55 circa, questa frazione sovrasta Ovada e infatti per raggiungerla bisogna salire lievemente... ha tutta l'aria di essere una zona residenziale, la Beverly Hills ovadese; da qui il panorama collinare circostante è strepitoso.

Anche se siamo giunti sul posto di largo anticipo, dobbiamo lasciare la macchina in salita a bordo strada, il che fa pensare che molta gente sia arrivata a metà pomeriggio, vista la lunga fila di vetture già presente. Il ritiro del pacco gara con annesso pettorale è rapido e comodo visto che siamo già preiscritti. Con 5 € di quota iscrizione, dentro alla borsa c'è davvero il ben di dio: barrette energetiche, olive, confezioni di noci, mandorle, chewing gum, bustine di tè e molto altro, praticamente siamo al livello di un premio di categoria solo con l'iscrizione, il che fa davvero piacere. Anche la maglia con il logo della corsa è davvero figa, bianca su sfondo nero stile All Blacks neozelandesi.
C'è molto fermento in zona Soms e parecchi atleti sopraggiunti, si parla di 174 partenti; considerando che è sabato in un periodo di ferie, è davvero un bel numero. Con Alberto Super-Man Carraro decidiamo di fare riscaldamento fino a quasi il 2,5 km di gara e ne approfitto per capire da lui come impostare il ritmo di gara ottimale, visto che non l'ho mai corsa.

Si tratta di un tracciato di quasi 6 km suddiviso equamente in 3 km di salita + 3 km di discesa. L'ascesa è graduale e comincia subito morbida dal paese andando via via ad inasprirsi su sterrato nel bosco. Qui non bisogna esagerare ed è necessario starsene belli tranquilli, respirare regolarmente e scalare a marce ridotte, godendosi la frescura delle piante e le piacevoli essenze che si respirano.
Non è di certo in questo punto che si fa la gara, e non capisco il motivo per cui, alla partenza, certi atleti scalpitavano dalle retrovie spingendo per farsi largo su una strada stretta.. intanto ci sarebbe poi stata la rampa tra il 2,5 e il 3° km a mettervi il cuore in pace! :) :)

Proprio questa rampa da 500 mt di "raccordo" tra sterrato in uscita dal bosco e asfalto rappresenta il picco della salita, il punto più impegnativo e di sforzo massimale; qui bisogna tenere duro in quanto dopo la svolta a sinistra e il ristoro si scollina... giù in picchiata, a rotta di collo, per la seconda metà di gara. 3 km di discesa totale e tecnica, dove è necessario cambiare assetto, allungare la falcata, inclinarsi ancora di più in avanti e aprire il gas.
E' l'occasione, oltre che per recuperare brillantezza anche per provare a riguadagnare posizioni. A mio avviso, la giusta interpretazione del tracciato è in negative split o progressivo; è il percorso stesso ad invitarti a farlo. A questo punto, dopo essermi rovesciato addosso un pò d'acqua ed averne bevuto un sorso mi rilasso completamente, lasciando che le gambe girino di volontà propria e vengo su..
Nell'ultimo km di gara (vedi foto sopra) credo di aver recuperato circa tre posizioni, che avrebbero potuto diventare agevolmente quattro se non fosse che la strada verso il traguardo dopo l'ultimissima curva secca in derapata a sinistra era davvero troppo stretta per permettere un qualsiasi sorpasso. Ma va benissimo così; termino questa prova in buona progressione col tempo finale di 23':02''.

Reputo Costa d'Ovada la miglior serale mai corsa fino ad oggi insieme a Basaluzzo; la gara è meritevole di partecipazione già solo per la bellezza della location e la difficoltà del tracciato. Mi sento di dare un bel 9 a questa corsa che consiglio a tutti per la prossima edizione senza alcuna esitazione! La cura per i dettagli è stata notevole: deposito borse, attento presidio dei Carabinieri in zona parcheggio, pacco gara rigoglioso, praticamente tutti i partecipanti all'evento premiati (10 per ogni categoria)... se consideriamo il tutto con una quota di partecipazione da 5 €, beh, il servizio offerto è stato davvero notevole!
A Costa d'Ovada hanno saputo farsi apprezzare.. eccome!

Il sottoscritto è stato premiato per la quarta posizione di categoria, così come il Viper che è andato a premi. Claudia bip-bip chiude in seconda posizione tra le donne con una bella cesta stracolma di viveri e anche Alessandro, pur non essendo andato a premi, alla fine ha beccato lo stesso!! Eh eh eh :)
Termino il resoconto segnalando che il mio gruppo, l'Atletica Novese ha vinto il premio come squadra più numerosa ancora una volta, presentando ben 35 atleti ai nastri di partenza. Il gruppo si sta evidenziando sempre più per quantità e qualità in questa stagione davvero positiva! 

Per ora è tutto, presto sarà online la galleria fotografica completa!

A presto! 


venerdì 5 agosto 2016

39° Trofeo della Monferrina - Galleria Fotografica

Ciao a tutti!
Dopo quasi una settimana dal suo svolgimento, ecco "partorita" la galleria fotografica del 39° Trofeo della Monferrina di Rocca Grimalda andato in scena domenica scorsa.
Scusate se non sono stato celere come al solito nel pubblicarla, ma questa è stata una bella settimanina di notevoli brasature lavorative e anche comunque di sano allenamento... capirete che arrivato alla sera non avevo più alcuna forza per mettermi al pc :P

A voi....











































domenica 31 luglio 2016

39° Trofeo della Monferrina - Rocca Grimalda AL

(Stavo marciando gettandomi in testa e addosso tutta l'acqua della borraccia che avevo a disposizione, successivamente mi sono "agganciato" al treno di Clara Rivera, al centro della foto, e poi su fino al traguardo)



Sono stato indeciso fino all'ultimo se partecipare o meno a questa gara; la decisione definitiva di andare è stata presa nel tardo pomeriggio di sabato, e, col senno di poi, si è rivelata una scelta sbagliata. 
Il dubbio sulla mia partecipazione era dato dalle temperature che avrei trovato questa mattina, dal momento che mi sono "imposto" di non correre più gare domenicali mattutine in questo periodo estivo, dato l'evidente disagio del caldo. 3B Meteo però dava 22-23 C°, aggiungici poi la pioggerella delle 6 di buon auspicio, quindi sveglia e via!
Il percorso della "Monferrina" merita di essere corso in quanto è davvero bello, duro e completo, questo il vero motivo per cui mi sono presentato all'evento, con un passaggio in discesa da trail running considerevole, oltre ai ben conosciuti strappi in salita. Io però grondavo gocce di sudore già da fermo alla partenza e la sensazione è stata quella di grande umidità atmosferica.
In corsa non ho avuto la mia solita scioltezza e giro di gambe, le sentivo piuttosto fiacche e appesantite, e com'è accaduto anche nelle altre domenicali estive a cui ho partecipato abbastanza di recente (esclusa Trisobbio serale), ho patito il caldo e a ben poco è servita la borraccia d'acqua che avevo appresso da rovesciarmi in testa e addosso, semplicemente non andavo avanti.
A livello di gara è stato un buco nell'acqua, ben ben al di sotto dei miei "standard" chiusa in 47':58'', anche se era un'eventualità da tenere in considerazione, mentre a livello di allenamento è stato ottimo; allenamento collinare che, tra l'altro, avrei potuto svolgere in zone molto più vicine, ma tant'è! Ascoltare sempre il proprio istinto quando indica una direzione....

Buona partecipazione all'evento, con probabilmente 240 partenti o giù di lì, con pochi intoppi se non qualche difficoltà nello stilare le classifiche ed annesse premiazioni, e, come segnalato da BioCorrendo, il fatto che ci fossero veicoli lasciati transitare nella zona dell'arco gonfiabile al traguardo in direzione degli atleti all'arrivo.
Faccio i complimenti ai due vincitori della gara, Gianluca Catalano in campo maschile e Claudia Marchisa in quello femminile.
Per quanto mi riguarda, la settimana a venire sarà di recupero con sedute blande, prossimo appuntamento la 6 a Costa, gara serale in programma sabato prossimo!

Prossimamente sarà online la mia galleria fotografica dell'evento!
A presto!