My Own Workout

domenica 25 settembre 2016

Indoor + Outdoor

(Il mio passaggio su Strada Varza, salita da 450mt all'11% durante l'ultimo Giro del Morto, immortalato da Fausto di BioCorrendo)



Ciao a tutti!

Il weekend di allenamento è stato caratterizzato da una "doppietta aerobica" 100% Multisport in proiezione dell'imminente Mezza Maratona d'Autunno di scena a Novi il prossimo 9 ottobre. Quello che sto cercando di fare non è nient'altro che mantenere l'ottimo stato di forma costruito nei mesi primaverili/estivi, ottenuto tramite gli allenamenti specifici per la corsa in montagna, rendendolo buono ai fini mezza maratona, con solo qualche piccolo richiamo specifico.

Durante il periodo clou  di gare domenicali e notturne infrasettimanali degli ultimi mesi, il mio corpo, riproponendomi la fastidiosa borsite calcaneare sul piede sinistro, mi ha dato chiari segnali di ritornare all'ottimale equilibrio di una gara ogni 2/3 settimane, in cui si ha tutto il tempo per allenarsi bene e partecipare ad eventi senza effetti collaterali indesiderati. Così ho ripreso a seguire l'allenamento intelligente insegnato da coach Arthur Lydiard e ora il mio calcagno è tornato a posto.

Ma non è stato solo grazie a questo; molto è anche dovuto alla pratica di altri sport a basso impatto sulle articolazioni ma altamente allenanti a livello aerobico come Mountain Bike, Canottaggio Indoor e Nordic Ski Walking, discipline che molto spesso fondo assieme alla corsa come se fossero una cosa sola nella stessa seduta di allenamento, con estrema soddisfazione. 

In quest'ottica 30' di corsa lenta/jogging di rigenerazione che normalmente si svolgono come scarico dopo una gara o come rifinitura il giorno prima della gara, possono essere sostituiti con 15' di remoergometro (vogatore) + 15' di salto con la corda; stessi sistemi coinvolti ma con una biomeccanica in azione molto più varia nella seconda ipotesi, quindi un lavoro muscolare più completo. Ed è proprio quello che ho fatto ieri come seduta lenta e rigenerante.

Stamattina, invece, l'idea di andare a correre su un percorso collinare straconosciuto e strabattuto per 1h/1h:10 non mi ispirava proprio; sono quelle sensazioni nette ed evidenti che sento a pelle e che ho imparato molto bene a riconoscere. Visualizzo mentalmente quello che ho in mente di fare e il corpo mi da importanti segnali come se lo stessi già facendo in quello stesso momento.... se mi sento stanco prima ancora di partire, è meglio lasciar perdere - ed è proprio quello che è capitato stamattina, perciò mi sono mosso di conseguenza.

Entra in gioco il Combinato

Proprio così: l'idea di base era di correre a ritmo svelto per circa un'ora o poco più, quindi mantenendo inalterati i ritmi ho suddiviso la sessione in questo modo:

Indoor 30': Dopo 10' di riscaldamento, 5' di corsa media in salita su tappeto + 20' di salto con la corda continuativi a ritmo svelto, principalmente simulando andature di corsa con tutti i giochi di gambe + 5' di corsa media in salita su tappeto.

Cambio scarpe, senza pause...

Outdoor 35': Corsa svelta sui 4':05" eseguita su percorso a circuito principalmente in sterrato con un'interessante rampetta corta ma secca che si riproponeva ad ogni giro; al termine ho ancora fatto una serie di esercizi isometrici su braccia e addome, infine stretching.

Nel complesso, una sessione da 1h:05' (considerando solo la parte aerobica) molto varia, soddisfacente e divertente. Il mio consiglio è di modificare sempre e il più possibile gli allenamenti; siate creativi e usate la vostra immaginazione. Mantenete inalterata l'essenza dell'allenamento che state per svolgere ma sperimentate e mettetevi sempre alla prova con qualcosa di nuovo, per non cadere in noiose routine meccaniche..

A presto!! :D

sabato 17 settembre 2016

Moonlight Run e settimana di allenamento

(Le diverse squadre sopraggiunte all'appuntamento)


(Bellissimo correre in un'atmosfera rilassata)


(L'organizzazione consigliava di portarsi dietro una lampada frontale, e per una buona ragione. Io invece ho pensato bene di portarmi gli occhiali con lenti arancioni, che si sono per lo più appannati per l'elevatissima umidità... alla fine utilizzati come cerchietto! Ah ah ah)


(L'arrivo. Dalla provincia di Alessandria, Atletica Novese e Sange Running presenti! :)
Tutti gli scatti pubblicati sono di Fausto Deandrea )


(In uscita dalla Lomellina o da un "wormhole"??)



La settimana appena conclusa è stata una settimana di scarico dopo il Giro del Morto di domenica scorsa; allenamenti piuttosto blandi quindi, in piena modalità rigenerazione, utilizzando diverse discipline in "stile multisport", dal salto con la corda alla corsa con una spolveratina di vogatore ed esercizi di tonificazione e stretching che non guastano mai.

Approfittando di ben due giorni di ferie a disposizione, l'altro ieri, col Viper, abbiamo "sconfinato" in territorio lombardo, nella fattispecie a Mede, piccolo paese della Lomellina, per una buona causa: l'allenamento collettivo di 6km chiamato Moonlight Run, evento di beneficenza a favore dei terremotati di Amatrice. Il raduno è stato un successo, con 141 partecipanti e 1600 euro raccolti, con contributi anche da chi non è potuto esserci fisicamente. Un bel traguardo, frutto principalmente del passaparola su più livelli.

Abbiamo affrontato il tracciato avvolti da un'atmosfera surreale: illuminazione naturale data dalla luna piena (da qui il nome della corsa) appena appena velata e con svolte segnalate da piccole candele/lumini a corredo dei canonici cartelli con sopra disegnate le frecce... indistinguibili nel buio quasi totale. L'appuntamento è stato un'ottima occasione per correre un allenamento di medio sui 6 km.
Il percorso, pur essendo totalmente piatto, non è risultato mai monotono o troppo rettilineo, infatti sono stati diversi i cambi di direzione da prendere e per l'85% su sterrato, fondo su cui mi diverto di più; parlando con l'organizzazione, pare si stia già valutando di inserirla come gara notturna per il prossimo anno... e meritatamente aggiungerei.

Su Bio Correndo trovate altri punti di vista su questo evento benefico, e la galleria fotografica della serata!

A presto!


domenica 11 settembre 2016

33° Giro del Morto di Valmadonna

(Passaggio all'altezza del quarto km circa; ringrazio per la foto Fausto Guzzo)

(Team Quality: Tre squadre diverse, ma il cazzeggio rimane sempre e comunque assicurato!! Ah ah ah)



Stamattina è andato in scena il 33° Giro del Morto che ha come quartier generale la zona Camping Valmilana, per noi del Team Quality abituale campo di allenamento per preparare buona parte delle corse su misto dell'Alto Monferrato a cui partecipiamo e molto, molto altro ancora.
Con l'estrema calma data dalla certezza  di raggiungere il punto di ritrovo in meno di dieci minuti, l'appuntamento col Viper è sotto casa sua alle 8:15 e ci arrivo puntuale come un orologio svizzero, anzi oserei dire finlandese! In un battito di ciglia siamo già in collina, macchina parcheggiata e con indosso i pettorali: questo posto non nasconde nessun segreto per noi! Eh eh

Ci fa sempre piacere incontrare e scambiare quattro chiacchiere con gli amici abituali dei campi gara; il pregara ha i suoi "riti propiziatori" che guai trascurare! Ciascuno ha i suoi: lo stretching, gli allunghi, il jogging.. tutti dettagli che dicono molto di un atleta. Essendo arrivati con largo anticipo abbiamo tutto il tempo per riscaldarci bene, su una strada Valmigliaro popolata da svariati "gruppi di riscaldamento" in formazione.

Il tracciato del Giro del Morto è molto semplice da spiegare: intanto si tratta di un percorso storico utilizzato già dai fondatori del Gruppo Podistico SAI Frecce Bianche di Alessandria quali Peo Luparia e l'avvocato Mario Boccassi tra fine anni '60 e '70 che ne coniarono anche l'originale nome dopo il ritrovamento di un manichino tra le frasche, inizialmente scambiato per un uomo.. morto.... da qui, il nome. 
Il giro si sviluppa per un totale di circa 12,5 km su cui in pratica bisogna essere bravi a gestire ritmo ed energia fino al quinto km in semipiano o, se preferite, di regolare lieve ascesa; ma è proprio da questo punto in poi il vero cuore della gara ed è da qui che si capisce chi ne ha e chi no.
Valle San Bartolomeo presenta agli atleti la prima rampa, quella strada Varza lunga appena 450 mt ma caratterizzata da una pendenza dell'11% quasi repentina; gli atleti che hanno spinto troppo nei precedenti 5 km e vi si approcciano già impiccati, praticamente sono quasi spacciati per il proseguo della gara.

I giochi si fanno in definitiva dal quinto al decimo km di gara caratterizzati da salita praticamente continua e dove non c'è mai veramente la possibilità di rifiatare. Non appena si è smaltito il lattato sviluppato sulla strada Varza, ecco che dopo un brevissimo tratto in piano adiacente alle piscine La Collina si presenta il "passaggio nel boschetto"... saliscendi allo stato puro su sterrato che culmina su una salitina di fondo ghiaioso.
Tempo per recuperare? Neanche per sogno! Segue un rapido passaggio in discesa secca sempre su ghiaia che spunta sulla SS79, statale che viene rapidamente attraversata per affrontare l'ultimo strappo, come nelle edizioni di anni fa erano soliti scrivere sull'asfalto. Si tratta di due gobbe in successione, anzi a dire il vero tre, per molti "letali" chiamate Pisserot, che si è costretti ad affrontare quando ormai c'è ben poca benzina rimasta in serbatoio. Prima rampa 60 mt, 10 mt di piano, seconda rampa di 90 mt, scollinamento; segue una curva a sinistra in discesa poi a destra, giù diretti e di colpo in salita sulla terza e ultima rampa di un centinaio di metri, altro scollinamento...
A questo punto le gambe bruciano e il problema è che i successivi 1,5 e forse qualcosa più km sono al 95% in discesa; chi ne ha dà l'ultima sferzata per staccare, chi è imballato invece deve solo cercare di ritrovare il controllo ed una buona forma di corsa mentre si ridiscende verso la Piscina Valmilana dove agli atleti spetta un lungo e liberatorio rettilineo in semipiano dopo essersi cuccati 1500 mt di discesa prima su asfalto e poi su un passaggio in sterrato tutto curve.

Questo è il tracciato del Giro del Morto descritto, mi auguro, in maniera dettagliata. Ho affrontato la gara senza nemmeno azionare il cronometro, ero più concentrato su altri aspetti della corsa, come la corretta respirazione e la forma, su cui mi focalizzavo puntualmente ogni 10' tramite un segnale acustico del timer. Ho corso molto liberamente e, a sensazione, credo di aver terminato la mia prova i 51-52'. Presto andrò a controllare giusto per curiosità su BIO CORRENDO cosa che invito a fare anche a voi per avere una panoramica generale su questa 33^ edizione del giro

In Valmilana, stamattina si è ritrovato tutto il Team Quality con il sottoscritto in seconda posizione sul podio di categoria, il Viper idem, Claudia Marchisa prima donna e da sottolineare infine anche la buona gara di Alessandro Schiara. Claudia, supervisionata dal coach Francesco Labate, sta ottenendo miglioramenti qualitativi costanti, evidenti già solo questa settimana con le vittorie di stamattina e di Spinetta venerdi.

L'evento è stato organizzato ottimamente dalla SAI Frecce Bianche, nessuna mancanza da sottolineare, se non il fatto che, a mio avviso, un ristoro in più prima dell'ultimo strappo non avrebbe guastato. Per il resto è stata una piacevolissima mattinata di risate e sport culminata con l'egregio Pasta Party finale messo a disposizione dall'organizzazione!

A presto!


martedì 6 settembre 2016

Protocollo Tabata e Corsa: il test



Eccomi velocemente ad aggiornare con la sessione di allenamento svolta stasera.
Ho voluto sperimentare sul campo il famigerato Protocollo Tabata applicato alla corsa; nella fattispecie su due giri di un circuito da 2,2 km per un totale di 4,4 km. In poche parole si tratta di alternare 20" ad altissima intensità a 10" di recupero, che praticamente è quasi nullo. Tutto questo senza soluzione di continuità fino al termine del minutaggio che si decide di completare.

Normalmente, le versioni classiche prevedono dai 4 agli 8 minuti di esercizio che per un fondista sono un inezia; la vera sfida sta nel protrarre questo lavoro intenso ad almeno 20' totali di esercizio e fidati è davvero una sfida. Mi sono divertito molto nel farlo; premetto che bisogna impegnarsi moltissimo nei cambi di ritmo e darci davvero dentro negli sprint, che, badate bene, non sono assolutamente come gli scatti sugli 80-100mt, qui la differenza è che si va sempre avanti e non si recupera praticamente mai con soli 10" a disposizione.

Il primo test è andato molto bene, senza rendermene conto ho completato i 4,4 km sotto i 15'. Un "protocollo" di allenamento da tenere sicuramente in considerazione!

A presto!



sabato 3 settembre 2016

Il dopo Stellina

(L'intero percorso del Memorial Partigiani Stellina con la cima del Rocciamelone che svetta a 3558mt, fotografati da Susa in prossimità dell'Arco di Augusto)


Ciao a tutti!

La settimana seguente l'impegnativa prova del Memorial Partigiani Stellina a Susa è stata dedicata principalmente al recupero fisico con giorni di riposo completo come lunedi e martedi e sedute aerobiche di rigenerazione molto blande: mercoledi, al mattino, 20' di salto con la corda intervallati da 5' di corsa lenta sulle scale, più un richiamo della forza su addome e braccia, mentre nel pomeriggio, un altro combinato con 5 km di Nordic Ski Walking + 5 km di corsa lenta. Seduta utilizzata per lo più come ulteriore test sulle nuove scarpe da trail Nike Wild Trail  che alle prime uscite risultano un pò rigide, ma che migliorano di corsa in corsa; sicuramente molto più solide e ammortizzate rispetto al modello precedente, che nonostante fossero un pò fruste, si sono comportate ancora egregiamente nella scalata montana.
Giovedi, invece, è stata la volta di una seduta Multisport indoor con 20' di remoergometro a ritmo svelto intervallati da 5' di corsa in salita su tappeto. Focus della sessione, la respirazione completa di naso. A seguire, esercizi isometrici su addome e braccia e stretching in chiudere il tutto.
Ieri è stato un altro giorno di riposo completo, mentre stamattina mi sono dedicato a 30' di salto con la corda continuativi a ritmo svelto, e anche qui, focus sulla respirazione solo col naso, all'allineamento posturale e al rilassamento muscolare che genera maggior fluidità d'azione. In chiusura di sessione, esercizi di richiamo delle forza su braccia e addominali seguiti da stretching generale.

Per ora è tutto! Non è detto che se ho voglia domani non vada a farmi una bella uscita di corsa in collina!

A presto!

lunedì 29 agosto 2016

Memorial Partigiani Stellina - Il resoconto

E rieccomi qui!

In occasione di questi Mondiali Master di Corsa in montagna a Susa, il sottoscritto con mio papà fedele fotoreporter, ci siamo voluti concedere un weekend in trasferta per affrontare l'evento con tutta la calma e il riposo necessari. Partenza sabato nella prima mattinata, alle 10:00 siamo già a Susa. Il centro nevralgico della manifestazione, ovvero il Salone Mons. Rosaz in Piazza Oddone, sede dell'expo e ritiro pettorali, è facilmente rintracciabile e in meno di dieci minuti riesco a completare tutte le operazioni classiche del pre gara, i "riti del giorno prima", pettorale 2002, Gara Open e t-shirt Mizuno dedicata all'evento, tutto pronto!

Nell'area è possibile respirare l'atmosfera di evento internazionale, una specie di dejavu già sperimentato in numerose altre trasferte podistiche europee a cui ho preso parte ma che fa sempre piacere rivivere. Abbiamo tutto il tempo per fare un giretto/sopralluogo a Susa, dall'Arco Romano, punto di partenza delle gare, al vicinissimo centro. E' proprio qui che durante il pranzo in un dehor ho modo di incontrare Ilaria (Bergaglio), reduce dalla Gara Open corta e l'occasione è buona per scambiarci punti di vista e sensazioni sul percorso: duro e ben poco corribile! Ilaria, erroneamente inserita nella categoria master femminile MF35 ha dovuto, all'ultimo, partire nella Open in quanto non in possesso dell'età minima richiesta per pochi mesi, ma tutto sommato, visto il primo posto conquistato direi che è andata bene!

Intorno alle 16:00 arriviamo al nostro hotel di Bardonecchia, collocato in ottima zona panoramica e qui ne approfittiamo per farci una bella pennica; successivamente, con molta calma, ci siamo fatti un giro nel centro della cittadina torinese culminato con un bel caricone di carboidrati in pizzeria: Rucola e macedonia con gelato è stata la mia cena pre gara; un pasto ben equilibrato. Considerando la sveglia alle 5:30 del mattino, alle 22:00 sono già a letto.

La gara



(fonte: stellinarace.it)


Ieri mattina arriviamo a Susa alle 7:15 e dopo le varie procedure di scioglimento e riscaldamento muscolare, alle 8:00 sono pronto sotto l'Arco di Augusto. Il grafico altimetrico nella foto qua sopra parla non chiaro, chiarissimo; 11033mt con 1495mt D+. Il come affrontare questo percorso ce l'avevo ben chiaro in testa da tempo: massimo rilassamento muscolare e respirazione costantemente in controllo (segnale acustico del cronometro ogni 10' per ricordarmi di effettuare questa "scansione") per regolare il livello di sforzo percepito; Dopo i 2km iniziali in uscita da Susa, da correre in scioltezza, l'attacco alla montagna sarebbe stato in tecnica marcia/scalata, con la corsa da inserire solo nei tratti in cui la pendenza consentisse di correre, a dire il vero ben pochi per quanto mi riguarda.
Per fortuna posso dire di essere un buon marciatore e le sedute specifiche di Ski Walking sono state davvero utili; su un percorso come lo Stellina, i bastoni da NSW mi sarebbero serviti come il pane, anche se lo specialista casalese Andrea Patrucco mi conferma che sono ben altri i dislivelli in cui è necessario salire con l'ausilio dei bastoni, si parla di gare di km in verticale o sky race. Tant'è..

Durante la preparazione ho utilizzato sedute di corsa e marcia sulle scale e su tappeto inclinato davvero simili al gesto tecnico della corsa in montagna; in particolare, per quanto riguarda la tecnica di marcia/scalata, mi sono allenato nel riuscire a mantenere un passo svelto a falcata ridotta però stando in una posizione più eretta col busto (e non coricato sulle ginocchia come fanno in molti, metodo che a mio avviso limita la gittata respiratoria oltre che creare disagio ai muscoli lombari nel lungo periodo), in modo tale da non bloccare il diaframma, mani in appoggio a metà coscia invece che sulle ginocchia inclinando il corpo verso la salita partendo dalle caviglie.
Questa, in definitiva, è la tecnica che ho utilizzato per l'intera scalata, tanto di cappello per quegli atleti che sono stati in grado di correre tutti i 9 km di muro con picchi di salita anche al 40% ed una media generale del 16%. Tra questi non posso non menzionare Antonella Confortola, pluri campionessa di sci di fondo e corsa in montagna, che me la sono vista "zompettare" di fianco con passo leggero ed elegante, davvero ammirevole.

Per tutta l'ascesa ho mantenuto un livello di concentrazione quasi meditativo, praticamente ero in "trance".... e voi direte: "Si, non era nient'altro che una fase mistica data dallo sforzo estremo e dalle endorfine in circolo! Eri in trip!". Bé può darsi, ma ero al 100% a fuoco su quello che stavo facendo. Il "focus", come si suol dire, era principalmente orientato all'attento ascolto del corpo e la cura di quattro aspetti della forma: Allineamento Posturale - Rilassamento - Respirazione - Inclinazione.
Questi dettagli (costantemente tenuti d'occhio ogni 10' con un segnale acustico del cronometro) mi hanno permesso di salire in relativa economia e ottima gestione dello sforzo, che comunque, su una scala di percezione da 1 a 10 collocherei a 9.

Il tracciato è stato spettacolare in tutti i suoi passaggi, dai sentierini alle rocce passando per boschi e mulattiere; vedere Susa dall'alto e comprendere quello che stai facendo non ha prezzo! Ringrazio tutte le persone incontrate lungo il percorso e i ragazzi ai ristori che con grande energia ci hanno costantemente incitato a salire e ad andare avanti; un tipo di incoraggiamento preziosissimo quando il livello di fatica è alle stelle.
L'ultimo km e mezzo, caratterizzato da un prato immenso in stile Heidi, ma senza caprette a farti ciao, sembrava non finire mai e saliva, ancora e ancora. Tanto incitamento lungo il percorso finchè non scorgo il cartello 500mt al traguardo, ok ci siamo quasi, andiamo! Contro luce intravedo una figura famigliare in posa da fotografo e tra me penso: "Io questo lo conosco!", certo! E' Fausto Guzzo del G.P. Solvay che mi da l'ultimo incitamento; svolto a sinistra sempre in salita, che però ora è meno aspra e scorgo Andrea Patrucco che mi viene incontro: "Ancora 50 mt ed è fatta".

Concludo questo Memorial Partigiani Stellina in 1h:41':46" con l'obiettivo di rimanere sotto le 2 ore pienamente raggiunto. Mi sono voluto mettere in gioco in un tipo di specialità dell'Atletica Leggera, ovvero la Corsa in montagna ancora poco diffusa e che non si pratica tutti i giorni e sono assolutamente soddisfatto. Ho imparato che correre o comunque muoversi su questo genere di tracciati aiuta molto a guardarsi dentro in una costante comunicazione mente-corpo-montagna durante l'azione; per chi non lo vive potrà suonare un pò romantico, ma sono aspetti che vanno ben oltre i meri rilevamenti cronometrici.

A quota 1945 mt, ai piedi del Rocciamelone, ecco gli altri alessandrini giunti al traguardo:

Andrea Patrucco, Atletica Monterosa, 7° - 1:18:04
Achille Faranda, Brancaleone Asti, 69° - 1:24:43
Diego Picollo, Maratoneti Genovesi, 71° - 1:24:54
Alex Zulian, GP Solvay, 76° - 1:26:07
Paolo Bertaia, Atletica Valenza, 84° - 1:27:05
Maurizio Di Pietro, GP Solvay, 126° - 1:34:53
Gigi Cabrino, Avis Casale, 140° - 1:37:50
Alberto Carraro, Ovadese Trail Team, 148° - 1:40'38"
Diego Scabbio, Atletica Novese, 161° - 1:46:37



 



 Il contorno gara

Ci sono state delle piccole falle in questa breve spedizione a Susa che ci tengo a segnalarvi in modo tale che non incappiate in fastidiosi disagi nel caso voleste organizzare una gita da queste parti.

Il tour operator Last Minute Tour con sede a Susa, segnalato da stellinarace.it che gestiva i vari pacchetti alberghieri per la zona di Bardonecchia è assolutamente da evitare, sia per quanto riguarda l'estrema lungaggine nel dare risposte, che per la mancata puntualità del servizio di trasporto con navetta da Bardonecchia a Susa il giorno della gara. Nonostante fosse un servizio pagato e incluso nel pacchetto, alla fine ho dovuto prendere la mia macchina per arrivare a Susa con un margine di tempo sufficiente. Durante eventi del genere, la puntualità è d'obbligo.

Considerazione negativa anche per il ristorante Bella Napoli di Susa http://www.bellanapolisusa.it/ dove, tra i vari menù sul sito viene esposta anche la scelta vegetariana; peccato che poi dal vivo, al momento dell'ordinazione ti venga detto che tale menù sia inesistente e ti ritrovi costretto a ripiegare su piatti di fortuna. Credo che a nessuno piaccia essere presi in giro, quindi, nel caso siate vegetariani come me, optate per la visita ad un altro ristorante.

Nota positiva per l'ottimo Hotel Des Geneys http://www.hoteldesgeneys.it/ a Bardonecchia, che mi sento di consigliare senza riserve, collocato in una notevole posizione panoramica.

Sempre a Bardonecchia vi consiglio di andare a mangiare al ristorante pizzeria La Filanda http://www.ristorantelafilandabardonecchia.it/il-ristorante.html buonissime pizze e personale davvero cortese e disponibile.

Come ultimo punto c'è un quesito che mi sono posto ieri: Perchè chi ha partecipato alle gare Open non ha avuto diritto al buono pasto da consumare all'area catering presso la tensostruttura come gli atleti master ma solo un buono per consumare una birra gratis??!! Ok che il maltosio fa bene, ma la fame è fame, specialmente dopo una sfacchinata simile! Per la serie misteri irrisolvibili che nemmeno Adam Kadmon..

Vi lascio con una breve galleria fotografica
A presto!


























venerdì 26 agosto 2016

Verso la verticale

(Pezzo motivazionale carico d'energia; il Doping Acustico che prescrivo sempre a chi mi segue, amici e simpatizzanti. Road to Edimburgh 2017.....)


Ciao a tutti!

La settimana tuttora in corso è stata caratterizzata dai cosiddetti "allenamenti di rifinitura", che mi porteranno, esattamente dopodomani, a misurarmi con il percorso da 11.033 mt con dislivello positivo di 1495 mt del Memorial Partigiani Stellina a Susa. La mia prova, ovvero la gara Open di domenica, partirà alle 8:00 e sono davvero entusiasta di parteciparvi e immergermi nella natura montana in una difficilissima corsa/scalata che culminerà a quasi quota 2000mt.
Oggi, in circa 30' di esercizio ho saltato la corda per una ventina di minuti a ritmo sciolto da Jogging e infine ho eseguito dieci minuti di marcia/corsa su tappeto in salita come richiamo della tecnica.

Lascerò che la corsa "venga da se", muovendomi in perfetta armonia con il tracciato e la montagna, senza forzatura alcuna e respiro profondo..
Come si dice in questi casi.. In culo alla balena e viva il lupo!

A presto! :)