My Own Workout: Il rientro in palestra. Circuito.

mercoledì 30 ottobre 2013

Il rientro in palestra. Circuito.


(Sono vegetariano da ormai quasi 16 anni; ho compreso, per fortuna molto prematuramente, l'importanza che questa scelta etica avrebbe avuto sulla mia formazione e sulla mia salute, pratico sport con regolarità da metà della mia esistenza :D)

Oggi sono rientrato in palestra, per il semplice fatto che, in settimana, non mi piace correre sulla strada, ora che è cambiata l'ora e dalle 19 alle 20:30 è buio (e non posso più andare sul percorso degli argini perchè non è illuminato), con le macchine che mi passano di fianco a pochi centimetri. Quando corro mi piace respirare a pieni polmoni e farlo in mezzo agli scarichi delle vetture, trovo che sia alquanto controproducente.
E' in queste circostanze che i treadmill della palestra risultano parecchio utili se usati con criterio, (l'azione non è assolutamente paragonabile alla spinta della corsa in esterno, ma è la forma mentis che conta, lo stato mentale con cui ci si approccia agli allenamenti, quindi massimo con il minimo), magari non per lungo tempo, durante la settimana, meglio se incastrati all'interno di circuiti aerobici, come questo:

- Come riscaldamento ho raggiunto la palestra in bici. Una pedalata di 10'.
Una volta arrivato in palestra ho finalizzato il warm up con qualche sequenza di boxe al sacco pesante. E via col circuito; 5 frazioni molto intense da 5' l'una:

- Remoergometro, in 5' coperta la distanza di 2 km ad una media di 31 spm.

- Salto con la corda, ho inserito navette, criss cross, double unders, corsa calciata indietro, skip a ginocchia alte, navette. Il tutto ad un ritmo veramente molto intenso. Una sudata!

- Sinning bike in posizione crono, ovvero sempre accucciato a spingere sui pedali. L'ultimo minuto tutto in piedi sui pedali.

- Treadmill (Tapis Roullant): ho corso i primi 2' a 17,5 km/h ma a quel punto avevo il cuore in gola, ho abbassato così la velocità a 16.5 km/h fino a 3':45'' per poi incrementare nuovamente, progressione da 3':45'' a 4':20'' sono tornato sui 17 km/h, sprint finale di 40'' a 18 km/h. Un bagno di sudore.
L'intensità della seduta, nel suo insieme, è stata equiparabile ad un corto veloce podistico corso a 3':35'' a km.

Alla fine ho eseguito il mio solito giro di rifiniture che riguarda la parte centrale del corpo, ovvero il richiamo della forza su tutti gli addominali. 2 serie da 15 rip su tutta la zona.

Stretching generale a chiusura della seduta.

Allenamento affrontato con energie contate, che ho dovuto centellinare molto bene e con buon senso, già nel pomeriggio in fase di riprogrammazione della seduta. Ho cambiato ben tre versioni fino ad arrivare alla forma definitiva descritta nel post. Stimoli allenanti molto intensi per una durata relativamente breve. Questi allenamenti solitamente hanno effetti molto positivi su di me, il fisico risponde bene e mi ringrazia di non averlo stressato troppo! Eh eh Uscite infrasettimanali di questo tipo sono ottimali.

6 commenti:

Fausto di Bio Correndo ha detto...

Prima di leggerti non sapevo cosa fosse il treadmill.. Ma da quando si chiama così il tapis roulant?! Sei vegetariano o hai solo riportato quello studio?

MB ha detto...

Sulla rivista "Correre" lo chiamano così abitualmente ormai. E' da molto tempo che si utilizza questo termine di origine americana. Si, sono vegetariano dall'età di 15 anni, ora ne ho 30, quindi posso quasi definirmi un "veterano" del vegetarianesimo! :)

Fausto di Bio Correndo ha detto...

Non lo sapevo e non leggo Correre da qualche anno. Di podismo leggo sul web e ogni tanto qualche libro (preferisco la narrativa). Alla prima occasione mi farebbe piacere chiacchierare di questa scelta. Nei prossimi giorni tra l'altro volevo scrivere qualcosa al proposito!

MB ha detto...

Molto bene! Diciamo che riguarda al tapis roulant ci sono diverse scuola di pensiero contrastanti tra loro. Chi sostiene di sentirsi un criceto che gira sulla ruota mentre ci corre sopra, altri dicono che l'azione di corsa sul nastro non è verosimile in quanto l'azione di dei piedi risulta quasi del tutto nulla, essendo il nastro che ti porta.
Personalmente posso dire questo. E' una macchina che va adeguatamente settata per utilizzarla al meglio, quindi la pendenza per simulare la spinta in strada dovrebbe essere dell'1%, poi, per il resto bisogna solo pensare a correre come si fa normalmente. Lunghi minutaggi sopra al nastro sono impensabili, mentalmente devastanti, cio' nonostante ho conosciuto persone che in mancanza d'altro (per orari, per il troppo buio in inverno ecc ecc) hanno anche allenato maratone lì sopra. Io, prima di correre in mezzo alle macchine preferisco il tappeto in inverno. E' un ottimo indicatore del proprio stato di forma, in quanto si possono eseguire in modo scientifico tutti i vari test, e se, ad esempio, vuoi correrti 15' di corto veloce a 3':20'', correrai esattamente a quella velocità, e lì se non riesci a tenere il ritmo non scappi! C'è un iteressante capitolo nel libro di Arcelli "il nuovo correre è bello" in cui descrive i vari tipi di fondo su cui correre, tra cui anche il treadmill. Se scriverai qualcosa sull'argomento, potrei trascriverti quel trafiletto dal libro, come fonte... :)

Fausto di Bio Correndo ha detto...

In questi giorni non sono molto in forma con l'italiano e la comunicazione, giusto per contraddire uno dei tuoi commenti nel mio "Cortile"! Nei prossimi giorni parlerò del mio voler diventare vegetariano ed del perchè invece non lo divento.. Ho riletto il mio commento ed effettivamente era impensabile riuscirlo a comprendere!!! Del tappeto non potrei scrivere nulla non avendoci praticamente mai corso sopra

MB ha detto...

Ahh parlavi della dieta vegetariana! Tranquillo, attendo di leggere il tuo post sul blog e verrò a darti manforte! :)Io ormai sono praticamente un "veterano", essendo diventato vegetariano all'età di 15 anni! :)