My Own Workout: Correndo a Capriata 2016

domenica 23 ottobre 2016

Correndo a Capriata 2016

(Team Quality)

 (Quando il mondo dorme di domenica mattina, noi si corre!!!!! :D)

(Gli occhiali usati come cerchietto, non vedo una mazza!! Ah ah ah ah)



Ad essere del tutto sinceri, la sveglia suonata alle ore 7:00 di stamattina m'ha confuso un pò... il mio cervello ci ha messo un attimino a realizzare il motivo per cui mi stavo alzando in pieno sonno; era già lunedi mattina? Via al lavoro all'alba? Ah no!! Sveglia per la gara a Capriata d'Orba! E' domenica! Da una parte una sensazione di sollievo, dall'altra il "suono tipico" della pioggia sul tetto mentre si è ancora avvolti dal tepore del letto suggeriva tutto tranne l'alzarsi per andare a correre! :)

Per farla breve, un risveglio "non facile", ma quando prendo un impegno, da buon finnico quale sono, difficilmente cambio idea, e a dieci alle 8:00 ero puntuale sotto casa del Viper. Strada pressoché deserta, arriviamo a Capriata credo in non più di venti minuti viaggiando molto tranquillamente. Giunti sul campo gara, la sensazione è quella di sonnolenza e infreddolimento generale da parte di tutti; qui ci va un poderoso risveglio muscolare e magari un paio di litri di caffè per endovena!! 
Rispetto all'edizione 2015, è stato assolutamente evidente il fatto che in molti abbiano desistito a causa del clima, preferendo fare altro o quello che suggerivo ad apertura di post; chi c'era stamattina, ha dimostrato una forza di volontà non indifferente!! Eh eh eh Pensate soltanto al fatto che l'anno scorso eravamo più di 200, stamattina 120 (come da fonti BioCorrendo).

Per me questo è un clima perfetto per allenarmi, e sto parlando di temperatura; quella ideale dovrebbe sempre oscillare in un range tra i 10 e i 20 C°, le temperature estreme non vanno bene, ne in un senso ne nell'altro. (Non sono mancate le "prese per il culo" affettuose in fase di riscaldamento per l'inutilità dei miei occhiali da sole sempre presenti, inevitabilmente usati come "cerchietto" e per la "mise" canottiera e pantaloncini di Diego Picollo, in barba a freddo e gelo.. ma in fondo a noi "importa sega"!!! Ah Ah Ah :D :D). Oggi c'era la variante pioggia con altissima umidità che è stata elemento di fastidio in termini di respirazione. Su un percorso collinare bello ed equilibrato come questo, la vera difficoltà è stata nel gestire il fondo in condizioni di bagnato con fogliame appiccicato al suolo e soprattutto il cambiare assetto nello sterrato molle, dicasi tutto il tratto della vigna, ovvero la fase clou di gara.

Di fatto, questo punto ha rappresentato il momento più impegnativo del tracciato, soprattutto nel tratto in cui si sta ancora affrontando la salita lanciati; scalare su asfalto con fondo solido e regolare è un conto, mentre la stessa salita semi affondando su sterrato è un altro; per farvi un'idea, pensate alla corsa sulla sabbia e registrate la sensazione immediata sulle cosce...
Qui sono andato in acidosi, decidendo volontariamente di calare il ritmo e recuperare freschezza, soprattutto approfittando nel frattempo dell'affiancamento di Alessandro Cimo che mi ha aiutato a rientrare nel giusto "binario"; in pratica ci siamo dati un aiuto reciproco in quanto Ale mi ha preso come punto di riferimento per risalire piano piano e successivamente questo "spalla a spalla" ci ha permesso di ritrovare il giusto giro di gambe.

In uscita dallo sterrato della vigna, avremmo poi trovato solo più una breve rampetta in salita prima della lunga discesa a rotta di collo finale fino all'arrivo. A questo punto si trattava solo più di raccogliere le energie rimaste e di inclinarsi a favore della pendenza facendo mulinare le gambe in stile Road Runner e bip! bip! 
Psicologicamente, se si conosce il percorso, quest'ultimo tratto è totalmente liberatorio perchè sai perfettamente quello che c'è da fare, ovvero andare in progressione sfruttando al massimo la discesa, ed è quello che ho fatto!

Termino la prova in 43':10'' tempo fotocopia della passata edizione, soddisfatto, 7° assoluto e 2° nella mia categoria. La soddisfazione deriva dal fatto che la mia condizione fisica scaturisce da un ciclo di allenamenti puramente di mantenimento della forma acquisita, attraverso sessioni di allenamento settimanali che non superano mai i 20' di durata, ma ad intensità molto importanti; per questo motivo sono molto contento.

Per il momento è tutto; chiudo facendo i complimenti ai Maratoneti Capriatesi per l'organizzazione, con un saluto particolare al socio Hicham Dhimi, al momento fermo per un disagio muscolare; e infine complimenti a Diego Piccolo e Annalisa Mazzarello, vincitori assoluti di questo evento podistico. Prossimamente cercherò di inserire tutta la galleria fotografica!

A presto!

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