My Own Workout: novembre 2016

martedì 29 novembre 2016

Corsa e Ski Walking collinari

Foto d'archivio: la costruzione muscolare
invernale da non trascurare
Dopo un weekend che dire convulso sarebbe un eufemismo, rieccomi ad aggiornare.
Nonostante il timore di ritrovarsi la casa trasformata in una piscina di fango, e chi è della zona di Alessandria sa a cosa mi sto riferendo, sono riuscito ugualmente a mantenere un allenamento costante, seppur facendo esercizio di potenziamento extra con sollevamento pesi su e giù dalle scale al fine di trasferire mezza casa al piano superiore. Inoltre, devo dire di aver pure fatto lavoro aerobico supplementare in bici, in una continua spola casa-fiume per accertarmi che la situazione fosse sotto controllo.

Durante questo "allenamento" inusuale, mi ha colpito negativamente osservare la totale indifferenza delle persone non direttamente coinvolte dall'allerta, intente a farsi selfie sull'argine con il Tanaro come sfondo che lambiva le sponde, lasciando pochi centimetri di margine. Auguro loro, che magari abitano ai piani alti dei palazzi, di non provare mai la sensazione di ansia e impotenza dinnanzi a simili eventi eccezionali.
Queste stesse persone poi, nella dimensione social network, hanno anche postato falsi allarmi condividendo notizie senza fondamento e foto di esondazioni di qualche anno fa (vedi allagamento zona Panorama), al solo fine di avere cinque minuti di visibilità.
Il top dell'assurdo però è stato leggere un post dove persone (alessandrini) si vantavano di essere ad un concerto in Lombardia mentre Alessandria rischiava un nuovo '94; consiglio loro di farsi vedere da uno bravo perché ne hanno davvero bisogno. Si tratta, a mio avviso, di interventi fuori luogo e di cattivissimo gusto vista la situazione.

Chiusa questa parentesi, veniamo ora all'allenamento vero e proprio. Sabato pomeriggio sono riuscito a ritagliarmi una parentesi di mezz'ora in cui ho eseguito un richiamo aerobico con 20' di salto con la corda in scioltezza seguiti da esercizi di potenziamento isometrici e stretching. La seduta ha avuto come fine quello di sciogliere le tensioni e di rigenerare.
Domenica pomeriggio invece sono andato in collina per un combinato di circa 14 km; allenamento affrontato non in condizioni di freschezza fisica ottimale ma comunque portato a termine. 7,3 km hanno riguardato la corsa svelta su tracciato ondulato in cui ho cadenzato il passo al ritmo del respiro profondo in buono stato di rilassamento muscolare. Ottima la tenuta della forma sul lungo tratto di salita finale.
Cambio di frazione e allacciati i bastoni, via per 6,3 km in tecnica Ski Walkingalternando 40'' di balzi a 40'' di marcia in un continuo "elastico cardiaco"; focus sulla spinta poderosa di braccia e dorsali, amplificata soprattutto sul tratto centrale di lunga salita. Sono davvero soddisfatto della potenza in spinta che sono riuscito a generare sia in piano che in salita, ma tra il terzo e il quarto km, le mie riserve energetiche sono venute meno, e quindi, per i restanti 2,5 km prevalentemente in discesa, ho ritenuto opportuno mantenere un'azione di marcia potente a ritmo regolare concentrandomi sulla respirazione addominale.
Termino questa seduta da 1h:20' circa piacevolmente stanco, con la netta sensazione di aver fatto lavorare un numero considerevole di fasce muscolari. Rientrato a casa, l'abituale stretching generale, chiude la domenica sportiva.

A presto!


giovedì 24 novembre 2016

Speciale MultiSport: perchè i podisti dovrebbero praticare canottaggio e canottaggio indoor


Esempio di remoergometro ad aria: cliccate sulla foto
per vedere il modello che utilizzo io!

Il canottaggio è uno strumento prezioso per i corridori. Quando si impara a farlo nel modo giusto, affiorano debolezze e lacune nello stato di forma che non si sapeva di avere. Aiuta corridori e ciclisti a trovare potenza in muscoli che mai avevano utilizzato prima.

Il canottaggio è una potente arma nell'arsenale cross-training dell'atleta o anche addirittura come sostituto alla corsa in caso affiorino infortuni di sorta. Qui non si scherza, è un allenamento da far "bruciare i polmoni". Quando l'atleta è alle prese con problemi al tendine d'Achille ad esempio, spesso la soluzione risiede nel rimpiazzare i lavori di corsa con sessioni di esercizio sull'ergometro. Per rimanere costanti nell'allenamento nel periodo di recupero da un infortunio, sostituite le sedute chiave che normalmente facevate di corsa trasferendone l'essenza al canottaggio indoor. Principalmente è tutta una questione di acquisire la tecnica corretta; se non la imparate bene, l'esercizio non darà alcun beneficio.

Mentre corsa e canottaggio sono simili dal punto di vista dei benefici cardiovascolari, differiscono invece nel lavoro muscolare che coinvolgono. Erin Cafaro, medaglia d'oro Olimpica nel 2008 e membro del team statunitense, ha affermato che il canottaggio "punisce" il corpo in diversi modi. "In un singolo, continuo e fluido movimento si lavorano i muscoli delle gambe, addome, schiena e braccia; è un allenamento completo, che coinvolge il 90% del corpo.

Ma uno dei maggiori benefici che il canottaggio ai podisti è quello di migliorare la postura. "Tipicamente, i corridori hanno una postura terribile che porta ad una cattiva forma che porta a fare una fatica infernale". Il canottaggio praticato correttamente aiuta il podista a sviluppare una robusta stabilità nella linea mediana del corpo e, nella transizione tra le due discipline, contribuisce a potenziare muscoli che normalmente rimangono deboli nella pratica della corsa, come ad esempio i flessori dell'anca, ma in generale tutta la muscolatura delle anche".

Il canottaggio praticato con una buona forma può dare al podista una bella e solida sferzata di lavoro cardiovascolare, impegnando gli addominali e tutta la fascia di muscoli centrali, i muscoli lombari e contribuisce addirittura a sviluppare flessibilità sui bicipiti femorali e polpacci.
Da dove dovreste cominciare quindi? Non fate l'errore che molti podisti fanno quando salgono per la prima volta su un remoergometro beccandosi delle gran strattonate dalla macchina; non solo vi perderete i vantaggi principali che il canottaggio ha da offrire, ma potreste anche peggiorare le cose.

I remoergometri consentono ai podisti di svolgere una forma di allenamento sulla resistenza senza alcun impatto. Se volete essere podisti migliori, il vostro allenamento dovrebbe concentrarsi principalmente sulla corsa; tuttavia, il cross-training durante periodi lontani dalle gare e in fasi di recupero e scarico della stagione, aiuta i podisti a rimanere integri, sani, senza infortuni e soprattutto freschi mentalmente. Questi sono i benefici-chiave del canottaggio per i corridori.

Resiste ancora con forza la tentazione di diventare specialisti del canottaggio e questo è particolarmente vero per i triatleti, che hanno la tendenza a voler imitare l'allenamento eseguito nello specifico "sotto-sport" della loro disciplina. Ad esempio, molto spesso i triatleti cadono nella trappola dell'allenarsi come nuotatori professionisti, ciclisti e corridori  piuttosto che allenarsi come triatleti. La stessa "smania" e curiosità che porta a questi passi falsi, può anche condurre un podista motivato o triatleta ad utilizzare l'ergometro come se fosse uno specialista navigato nella disciplina. Ciò è controproducente in quanto può intralciare il processo di recupero. Se state davvero provando a migliorare sul remoergometro è molto probabile che il vostro carico di allenamento aumenti e per il podista si andrebbe a perdere il concetto di "scarico diversificato" dalla corsa che si sta cercando ed entrambi i problemi possono ridurre la "performance specifica" nello sport principale che si allena.

A presto!

(Articolo originale: "Why runners should be rowers" http://www.firstdegreefitness-europe.com/  -Adattamento in italiano: Matt J. Baner)


domenica 20 novembre 2016

MultiSport Aerobico

Tecnica di Ski Bounding su salita importante: allenamento a
secco in preparazione dello sci di fondo con ottime qualità
allenanti anche per la corsa.
Rieccomi per registrare in un flash quello che è stato il weekend di allenamento. In pratica mi sto concentrando su lavori di potenza prettamente funzionale alle attività aerobiche e continuerò fino all'appuntamento del 4 dicembre con il Tortona Urban Trail. Ho necessità, in questo momento, di variare molto gli allenamenti, prima di tutto per non sovraccaricare di lavoro il mio piede destro, attualmente alle prese con una lieve infiammazione alla borsa del calcagno e poi perché non ho mentalmente voglia di ripetere allenamenti già fatti in collina.

Sabato mattina, in compagnia del Viper abbiamo fatto una seduta di Nordic Ski Walking su fondo completamente erboso in circuito da 2,5 km circa ripetuto cinque volte. L'enfasi dell'uscita è stata incentrata sulla falcata ampia e pattinata, accompagnata da una potente e regolare spinta di braccia; respirazione costantemente di naso. Ogni giro presentava, più o meno a metà, una rampetta in salita che abbiamo affrontato con la tecnica di balzo chiamata Ski Bounding, molto utile per far impennare repentinamente le pulsazioni. Ultimo giro in jogging come defaticamento.

Oggi pomeriggio invece, completamente indoor nella mia sala macchine, mi sono prodigato nella seduta che da il titolo a questo post, strutturata nel seguente modo:

- 3' di riscaldamento con forme di boxe contro L'Uomo Di Legno 

- 30' di salto con la corda svelto continuativo: focus del lavoro principalmente sulla reattività dei piedi e il rilassamento muscolare, mantenendo il ciclo respiratorio completamente nasale.

- 10' di remoergometro: massimo focus sulla tecnica, in modo particolare sulle spinte poderose delle gambe.

- 5' di spinning bike: salita all'8% sui pedali, focus sul controllo della respirazione.

- 10' di remoergometro: massimo focus sulla tecnica, in modo particolare sulle spinte poderose delle gambe.

- 5' di corsa in salita all'8% su tappeto: focus sull'allineamento posturale e cura della tecnica di corsa in salita cercando di mantenere il ciclo respiratorio completamente di naso.

- 6 ripetizioni di burpees a chiusura del lavoro aerobico.

- Stretching generale.

A presto!


venerdì 18 novembre 2016

Sprinta sui rettilinei e recupera in curva

Slide tratta da The Lydiard Foundation che riassume molto bene
l'essenza di questo allenamento.
E' davvero evento molto raro che io scelga di metter piede sull'anello da 400 m per allenarmi, ma ieri ho voluto cambiare "campo da gioco" e stravolgere una routine abbastanza consolidata per quel che concerne un lavoro che normalmente faccio sempre su circuito asfaltato cittadino che ricorda molto una pista, ma che per ovvie ragioni non può mettere a disposizione la "multidimensionalità" di allenamento che invece la struttura di uno stadio di atletica può offrire, se si ha abbastanza fantasia e creatività da utilizzarlo come si deve, tenendo lontano la noia e l'indesiderato "effetto criceto".

La location: Novi Ligure; quartier generale della mia gloriosa squadra Atletica Novese :) :)

Il lavoro: Ho iniziato con esercizi di scioglimento e mobilità articolare utili come riscaldamento, seguiti da 3' di jogging in cui ho completato 3 giri di campo da pallone in scioltezza. Successivamente sono entrato in pista per cominciare la sessione vera e propria: 20' totali in cui si effettuano sprint molto veloci sui 100 m di rettilineo e recuperi da 100 m in curva senza soluzione di continuità; ho suddiviso il minutaggio in due frazioni da 10', la prima nel senso di marcia classico, mentre la seconda nel senso opposto.

Arthur Lydiard: "Sprint the straights and float the bends"
Questo esercizio serve come mantenimento/rifinitura e richiamo della capacità anaerobica già sviluppata ma senza sovraccaricare eccessivamente l'organismo e inoltre abitua ai cambi di ritmo che avvengono in gara; non si tratta di sprintare e poi bloccarsi di colpo per recuperare (come avviene durante le prove ripetute) dopo lo sprint sul rettilineo semplicemente si decelera gradualmente in curva, il che non significa fermarsi e fare corsetta o jogging, ma smettere di sprintare lasciando che il passo naturale ci porti verso lo sprint successivo. Si tratta di un lavoro duro e parecchio impegnativo ma anche molto divertente da eseguire e, considerata la sua natura breve vista l'intensità, si stimola sufficientemente il sistema energetico anaerobico ma non troppo da "sboffare", in modo da conferire alle gambe un'ottima reattività.

Dopodiché, sfruttando la struttura che mi ospitava, ho eseguito 10 ripetizioni di corsa sui gradoni degli spalti come richiamo sulla tecnica di corsa in salita e per bilanciare il lavoro dei muscoli quadricipiti con il coinvolgimento dei loro antagonisti, ovvero i bicipiti femorali. Concludo questa seduta con esercizi isometrici sull'addome, 3' di jogging su campo da calcio come defaticamento e stretching.

Considerazioni: Allenamento divertente e vario, approcciato in stile "MultiSport" per tenere lontano la potenziale noiosità dell'ovale che aleggia sempre dietro l'angolo... la pista, quindi, va usata in modo molto, molto mirato.

A presto!


giovedì 17 novembre 2016

La Respirazione Dan Tian: Connettersi al centro

Ecco il terzo ed ultimo articolo di approfondimento sulle tecniche respiratorie, buona lettura!

Articolo originale tratto da www.acufinder.com: "Dan Tian Breathing: Connecting to the Center" di Lee Holden.
Traduzione in italiano: Matt J. Baner.


Cosa significa essere centrati? in termini di Qi- Gong, significa avere energia al centro del corpo. Il centro è chiamato Dan Tian, ovvero "campo dell'elisir", un luogo in cui immagazzinare energia. Pensate al Dan Tian come ad un serbatoio e un posto in cui risiede la forza interna; esso è localizzato nella parte bassa dell'addome, tra l'ombelico e l'osso pubico e corrisponde alle funzioni fisiche della digestione, evacuazione e riproduzione. Psicologicamente esso funziona in modo da darci un senso di stabilità ed equilibrio ed è anche fonte di energia per l'attività fisica, la vitalità sessuale e la forza interiore.

Quando una persona è connessa al suo centro, non solo si ritrova ad avere maggiore energia fisica e vitalità, ma è anche più stabile a livello emozionale. Immaginate se lo stress e i continui alti e bassi della vita non vi influenzassero o buttassero giù. Immaginate di non sentirvi pressati e messi fuori equilibrio dalle persone nella vostra vita, dalle relazioni lavorative a quelle familiari. Quando siete centrati, queste sfide non vi influenzano negativamente; avendo energia al centro, le risorse dentro di noi accrescono sensibilmente.


Esercizio: Respirazione Addominale Profonda (Respirazione Dan Tian)


1. Sedetevi su una sedia con la schiena dritta e portate entrambe le mani sopra la parte bassa dell'addome.

2. Inspirate ed espirate dal naso. Respirare dal naso aiuta a sviluppare maggior "qi" (Chi) dall'aria.

3. Espirate appieno per pulire i polmoni. Durante la respirazione "normale" di solito espiriamo solo il 40% di aria, il che lascia poco spazio per fare respiri profondi, Perciò, al termine dell'espirazione, provate a buttare fuori un pò più d'aria.

4. Poi, inspirate fino portare l'aria nella parte bassa dell'addome in modo da dilatare la pancia. Ciò permette al diaframma di rilassarsi e all'aria di muoversi all'interno delle aree più profonde dei polmoni.

5. Ancora, espirate e "strizzate" fuori l'aria dalla parte bassa dell'addome.

6. Poi, fate un respiro lento, profondo e pieno fino alla parte bassa dell'addome.

7. Durante questo esercizio di respirazione, mantenete il petto rilassato.

8. Visualizzate una sfera di energia dorata, come un piccolo sole, crescere nel vostro Dan Tien inferiore. Con ogni respiro osservate questa luce diventare sempre più splendente.

9. Fate pratica con l'esercizio almeno dai 3 ai 5 minuti (10 minuti è l'ideale). Nell'arco della giornata, fate uno o due respiri Dan Tian per ricaricare la vostra energia interna.

10. Buon divertimento!


martedì 15 novembre 2016

Brooks Vapor 3

(La scarpa da corsa Vapor 3 offre un sostegno stabile e una morbida ammortizzazione per una corsa incredibilmente fluida. Adatta ai corridori che tendono alla pronazione, la Progressive Diagonal Rollbar riporta il corpo nel suo allineamento naturale)


La scarpa da corsa Vapor 3 offre un sostegno stabile e una sensazione di morbida ammortizzazione per una corsa davvero fluida. Pensata per i corridori tendenti alla pronazione, la Progressive Diagonal Rollbar aiuta a riportare il corpo al suo naturale allineamento.

Inoltre, l'intersuola ammortizzante in DNA è posizionata in modo da adattarsi in modo dinamico passo dopo passo. Qualità Brooks garantita in un prodotto alla portata di tutti: ecco quello che troverete in questa scarpa da corsa da donna perfetta per tutti i runners che cercano sostegno con una morbida ammortizzazione.
* L'ammortizzazione dell'intersuola in BioMoGo DNA si adatta in modo dinamico passo dopo passo e ad ogni falcata.

* La Progressive Diagonal Rollbar (PDRB) riporta il corpo al suo naturale allineamento.

* Il Crash Pad segmentato si adatta a qualsiasi tipo di appoggio  e garantisce morbide transizioni metà piede-punta.

* La fascia adattabile con occhielli regolabili tira dal tallone per avvolgere la parte mediale del piede in una calzata sicura.



lunedì 14 novembre 2016

Nobuo Shioya: La lente della rappresentazione mentale


(NOBUO SHIOYA è nato in Giappone nel 1902. Essendo stato un bambino cagionevole, ha cercato intensamente il modo per recuperare la salute. Questa ricerca l'ha portato a scegliere la professione medica, così da poter aiutare se stesso e gli altri. Dopo aver conseguito il dottorato, ha unito i metodi della medicina occidentale alla tradizione orientale. In seguito si è accorto che il metodo della visualizzazione poteva accelerare il processo di guarigione dei suoi pazienti. Da quel genere di visualizzazione e dalla sua particolare tecnica respiratoria ha tratto un metodo curativo del tutto particolare e molto efficace. Il Dr. Shioya si è spento nel 2008 all'età di 105 anni.)


Proseguono gli approfondimenti sulle tecniche respiratorie e la coltivazione dell'energia interna; oggi propongo un estratto dal libro "La fonte dell'eterna giovinezza", buona lettura! 

...Ma se lo spazio è pervaso dall’energia inesauribile dell’universo, perché non assistiamo ogni giorno al verificarsi di nuovi miracoli? In altre parole: perché per concentrare l’energia inesauribile dell’universo sono necessarie la rappresentazione mentale e la visualizzazione? Ve lo spiego con un esempio pratico: per incendiare un foglio di carta servendosi della luce solare non basta mettere il foglio al Sole, ma occorre anche una lente convessa. La lente convoglia la luce e la carta comincia a bruciare. Ora sostituiamo la lente con la nostra rappresentazione mentale e la nostra visualizzazione, o se vogliamo con la forza creatrice dei pensieri e della corretta respirazione. Finché non si concentra l’energia inesauribile dell’universo con la lente della rappresentazione mentale e non la si dirige sull’obiettivo, non viene usata in modo mirato per realizzare i pensieri. La rappresentazione mentale e la visualizzazione agiscono come una lente: concentrano l’energia inesauribile dell’universo per poi dirigerla sull’obiettivo. Questa energia è sempre disponibile ed inesauribile, ma per adoperarla occorrono pensieri e visualizzazioni intensi.

Ecco un esempio tratto dalla mia vita. Qualche anno dopo l’inaugurazione del mio studio medico nel quartiere Shibuya, mi sono ammalato di tubercolosi. Nel periodo successivo all’apertura dell’ambulatorio ero stato estremamente occupato: dormivo pochissimo e mangiavo tra una visita domiciliare e l’altra. L’automobile con cui mi recavo dai pazienti e poi tornavo in ambulatorio era diventata la mia seconda casa. Mi stavo dando da fare per crearmi una buona base finanziaria, ma il prezzo da pagare è stato alto, dato che ho contratto la tubercolosi.

A quei tempi contro questa malattia non esistevano ancora medicinali efficaci. La tubercolosi era una malattia da cui era quasi impossibile guarire e che veniva curata solo stando a letto e con cibi nutrienti, in modo da proteggere il più possibile il corpo e i polmoni. Ma io mi sono curato in maniera completamente diversa. In effetti ho ridotto un po’ gli orari di ambulatorio per poter riposare, ma anche quando avevo qualche linea di febbre, sono sempre andato a visitare i pazienti. Per fortuna nel mio espettorato non erano state trovate tracce di batteri, così non c’era alcun rischio di contagio per i pazienti.

All’epoca il mio metodo non era ancora raffinato come quello attuale, basato sulla forza creatrice dei pensieri e della corretta respirazione, ma avendo preso coscienza dell’importanza dell’ossigeno, mi sono dedicato intensamente alla respirazione addominale, coinvolgendo i polmoni e facendo in modo che l’organismo ricevesse un apporto sufficiente di ossigeno. Dal punto di vista del metodo terapeutico secondo il quale i polmoni dovevano riposare, la tecnica da me adottata era folle.

Ho fatto anche qualcos’altro di “anormale” mettendo in azione pure la mia immaginazione: ero fermamente convinto che una malattia polmonare non mi avrebbe messo in ginocchio e che sarei senza dubbio guarito dalla tubercolosi. Continuavo ad immaginare la mia guarigione. Nel profondo del cuore nutrivo un’immensa quanto immotivata fiducia in me stesso che mi portava a credere che il mio compito consistesse nell’esercitare la professione medica e che il Cielo non avrebbe ostacolato un individuo che si era dedicato con tutto sé stesso alla sua missione.

Dopo un anno circa la febbre è scomparsa e un bel giorno sono spariti del tutto anche i sintomi della tubercolosi. All’epoca non conoscevo ancora l’energia inesauribile dell’universo e non ho neppure pensato che la guarigione fosse una conseguenza della mia tecnica respiratoria. Tuttavia, credo di essere stato inconsciamente l’artefice della mia guarigione grazie alla forza dei pensieri e della rappresentazione mentale. Senza rendermene conto ho convogliato il potere dell’energia inesauribile con la lente della rappresentazione mentale.

Anche al farmacista avevo consigliato di non agire sconsideratamente quando preparava i medicinali. All’epoca le sostanze per preparare le medicine venivano messe in un mortaio e triturate. Avevo insistito col farmacista affinché pregasse intensamente mentre girava il mortaio. Quando preparava gli antidolorifici doveva miscelarli con preghiere molto concrete, come per esempio: ≪Questa medicina fa bene e fa passare i dolori al paziente≫. In pratica ogni farmaco veniva caricato di pensieri. È stato più o meno allora che mi sono reso conto di come il processo di guarigione si svolgesse in modo diverso a seconda della forza dei pensieri. Una medicina che veniva colmata con la forza della rappresentazione mentale era molto più efficace di una preparata in maniera oggettiva e meccanica.

Anche nel momento in cui visualizziamo una scena in cui il problema che abbiamo con un’altra persona e già risolto è un sistema molto utile per attivare l’energia inesauribile. Qui di seguito ne fornisco un esempio. Per molti aspetti il residence in cui vivo attualmente è un posto decisamente gradevole e sono molto grato di potervi trascorrere i miei ultimi anni, ma qualche tempo fa, per un motivo banale, ci sono state grosse incomprensioni fra i suoi abitanti. Non voglio scendere nei dettagli, ma l’atmosfera nel residence si era fatta pesante ed insopportabile. Alcuni residenti hanno preferito cambiare casa. Nel vicinato giravano commenti del tipo: "…la gente che ci abita non fa altro che litigare!". Alla fine è stato fondato un club a cui hanno aderito tutti i residenti e i dipendenti dell’amministrazione e mi è stato chiesto di fare il presidente. Con mia grande sorpresa già la mattina dopo ho trovato nella cassetta della posta una lettera ostile. Inoltre, nel residence hanno cominciato a circolare delle calunnie sul mio conto. Ne ero dispiaciuto e trovavo orribile quella situazione, ma nello stesso tempo mi sentivo stimolato.

Dopo essere stato eletto presidente, ho chiesto a tutti due sole cose: dovevano essere fermamente decisi ad impegnarsi per riportare la pace nel residence e dovevano essere gentili con le persone. Altro non ho detto. Dopo di che è cominciato l’incessante pellegrinaggio degli esponenti delle due fazioni, ognuno dei quali sottolineava la legittimità del proprio punto di vista. Anche questo ha incrementato i pettegolezzi.

La situazione si era fatta sempre più complicata, ma io mi limitavo a ripetere i due punti che avevo presentato alla prima riunione e la sera mi sedevo davanti all’altare (scintoista) praticando il metodo ed immaginando che quei dissidi interni fossero risolti. Inoltre, visualizzavo situazioni in cui per esempio tutti i residenti si divertivano insieme a ballare, conversavano in salone e ridevano molto.

Non avevo intenzione di prendere dei provvedimenti concreti, già altri ci avevano provato senza successo e la cosa non era neanche necessaria, dato che i miei pensieri si erano già realizzati sul piano dei quark (la quarta dimensione). L’energia inesauribile dell’universo si stava già attivando affinché per mio tramite quelle cose divenissero realtà nel nostro mondo materiale. Ne ero assolutamente sicuro.

Il gran fermento si placò quasi del tutto in meno di un mese, e nel giro di due o tre mesi i contrasti si erano appianati. Come avevo immaginato, gli ospiti del residence sedevano nella sala da tè chiacchierando amabilmente e gli ex nemici partecipavano insieme alle varie iniziative.

Il potere delle rappresentazioni mentali valica qualunque distanza. La materia dipende dalle leggi della fisica, ma i desideri profondi appartengono alla quarta dimensione e non sono soggetti alle leggi spazio-temporali. Mio fratello e mia cognata usano da tempo il metodo, ma quando non riescono a curare un acciacco o hanno un desiderio particolare fanno affidamento sulla mia energia. La distanza non costituisce affatto un ostacolo. L’altro può trovarsi indifferentemente a Okinawa o a New York, ma una volta messa in moto l’energia inesauribile, in quel luogo si realizza all’istante quello che io desidero qui.

Per questo, cari lettori, vorrei che ricordaste che i pensieri vengono trasmessi ad una velocità superiore a quella della luce e sono indipendenti dalla distanza. Nelle pagine precedenti ho accennato brevemente all’esperimento durante il quale è stato modificato il Chi della qualità dell’acqua. In un altro esperimento è stato pure dimostrato che il Chi è in grado di superare le distanze. Se un maestro di Qi Gong inviava da Tokyo il proprio Chi ad un’acqua preparata a Pechino, la conduttività elettrica dell’acqua subiva un cambiamento. In quel caso particolare si è comunque giunti alla conclusione che il cambiamento era maggiore se sia l’acqua che il maestro di Qi Gong si trovavano a Tokyo. Naturalmente l’esperimento è stato condotto sotto stretta osservazione scientifica. Si è così dimostrato che l’energia della rappresentazione mentale è indipendente dalla distanza.

A tutt’oggi nell’ambito della scienza moderna non ci sono spiegazioni per questi fenomeni. Si tratta di cose che non possono esistere nel mondo tridimensionale. Ma se osserviamo questi fenomeni partendo dal presupposto che il Chi e le rappresentazioni mentali sono una specie di vibrazione che si diffonde esattamente come le vibrazioni sonore ed elettriche, non ci sembrerà innaturale poterli usare per influenzare cose e persone lontane. Sarà senz’altro capitato anche a voi di aver inviato i vostri pensieri a qualcuno a cui siete legati e di aver ricevuto poco dopo una telefonata proprio da quella persona che ha in qualche modo percepito la vostra energia.


sabato 12 novembre 2016

L'EPO naturale


(Nella foto, il dottor Patrick McKeown: "La mia missione è quella di aiutare le persone a prendere il controllo sulla propria salute, il benessere e il fitness utilizzando semplici esercizi di respirazione che hanno dimostrato di migliorare l'ossigenazione del corpo") 


Testo originale del dottor Patrick McKeown dal libro "The Oxygen Advantage"
Traduzione in italiano: Matt J. Baner


LA SCIENZA DEL SIMULARE L'ALTA QUOTA  E L'ESERCIZIO AD ALTA INTENSITA'

...L'allenamento ad alta quota in condizioni reali è ovviamente più fattibile per gli atleti che vivono in paesi come il Kenya rispetto a quelli che vivono in paesi come, diciamo, l'Irlanda in cui la superficie per lo più pianeggiante non supera i 1000 metri di quota. Similmente, l'allenamento ad alta intensità potrebbe risultare non funzionale per alcune persone, dal momento che implica uno sforzo fisico massimo e respirazione fino all'esaurimento.

Certe persone troveranno l'esercizio ad alta intensità estremamente disagevole accorgendosi di perdere il controllo sulla respirazione, il che può portare a problemi di salute. Un'alternativa pratica, disponibile per tutti gli atleti indipendente dal luogo in cui vivono e dal proprio livello di fitness è rappresentata dall'integrazione dell'allenamento sulla trattenuta del respiro all'allenamento regolare. Nella sezioni seguenti, impareremo come le tecniche di trattenuta del respiro ci consentano di simulare molti dei positivi benefici dell'allenamento in alta quota e dell'esercizio ad alta intensità, tra cui:

* Il rilascio di globuli rossi dalla milza, migliorando la performance aerobica.

* La produzione naturale di EPO

* Una più alta tolleranza al diossido di carbonio

* Riduzione di stress e fatica dei muscoli post allenamento

* Miglioramento della prontezza psicologica/mentale

* Miglioramento dei tempi di recupero

* Riduzione dell'acido lattico prodotto

* L'abilità di mantenere la forma fisica durante periodi di riposo o di infortunio

* Il mantenimento di questi benefici senza il bisogno di viaggiare verso le alte quote


INCREMENTARE L'ERITROPOIETINA (EPO) NATURALMENTE

Come abbiamo visto, l'eritropoietina, spesso conosciuta come EPO, è un ormone secreto dai reni in risposta ai ridotti livelli di ossigeno nel sangue. Una delle funzioni dell'EPO è quella di stimolare la maturazione di globuli rossi nel midollo osseo, in modo tale che vi sia un incremento nell'apporto di ossigeno ai muscoli. Trattenere il respiro è un efficace metodo per stimolare il rilascio di EPO che vi permette di rifornire il sangue con livelli di ossigeno aumentati e dunque accrescere le performance sportive.

La concentrazione di EPO può aumentare ben del 24% quando il corpo è soggetto a livelli di ossigeno più bassi, utilizzando gli esercizi di trattenuta del respiro. Un chiaro esempio della relazione tra il trattenere il respiro e la produzione di EPO può essere riscontrato in quei soggetti che soffrono di apnea notturna. L'apnea notturna è una condizione che riguarda la trattenuta del respiro involontaria dopo l'esalazione durante il sonno.
A seconda della gravità, il dormiente è in grado di trattenere il respiro dai 10 agli 80 secondi e questo può accadere per più di settanta volte in un'ora. Durante l'apnea notturna, la saturazione d'ossigeno nel sangue si può ridurre dai normali livelli intorno al 98% fino a picchi bassissimi del 50%; questi livelli di ossigeno ridotti possono causare un incremento dell'EPO del 20%.

Certamente, c'è una certa differenza tra la condizione di apnea notturna e la pratica controllata della trattenuta del respiro al fine di accrescere le performance sportive. Ad ogni modo, è interessante notare l'effetto del trattenere il respiro (sia esso volontario o involontario) sulla produzione di EPO naturale. L'aumento dei livelli di EPO permette al sangue di rifornire maggiori quantità di ossigeno ai muscoli ed è il NATURALE EQUIVALENTE degli illegali metodi di doping del sangue discussi all'inizio di questo capitolo. Il beneficio nell'utilizzare la trattenuta del respiro come esercizio per migliorare la performance sportiva è che, a differenza dell'apnea notturna, trattenere il respiro consciamente vi permette di mantenere un controllo completo sulla frequenza e la durata di ogni trattenuta. E, diversamente dal doping del sangue, l'EPO che producete utilizzando semplici tecniche respiratorie è gratis, efficace e soprattutto legale...


Grazie per la lettura! Per chi tra di voi, cari lettori, mastica l'inglese ad un livello tale da poter leggere un libro, vi consiglio vivamente di approfondire l'argomento cliccando sulla copertina qua sopra..

A presto! :D